Lunedì 18 Dicembre 2017
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U.R.I. - UNIONE RADIOFONICA ITALIANA

(da Vikipedia l'enciclopedia libera)

 
 
 

La Società Anonima Unione Radiofonica Italiana, URI, è stata una società anonima italiana titolare, in esclusiva, del servizio delle, cosiddette al tempo, radioaudizioni circolari. È stata, in altri termini, un'emittente radiofonica privata italiana che svolgeva la propria attività in regime di monopolio.

L'URI è l'antesignana dell'odierna RAI - Radiotelevisione Italiana.

Storia

L'URI nasce a Torino il 27 agosto 1924 in conseguenza del regio decreto n. 1067 dell'8 febbraio 1923 che affidava allo Stato l'esclusiva sulle radioaudizioni circolari da esercitare tramite società concessionaria. In conseguenza del Regio Decreto erano sorte infatti in Italia varie società con l'obiettivo di ottenere tale concessione. Tra queste vi era la Società italiana radio audizioni circolari (SIRAC) e la Società Anonima Radiofono - Società Italiana per le Radiocomunicazioni Circolari fondata nel settembre 1923 dalla Marconi Company.

Il 3 giugno 1924 il ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano indirizza una lettera alle società che avevano fatto richiesta per la concessione invitandole a trovare un accordo che viene raggiunto con la nascita dell'URI. Essa viene costituita infatti dalla fusione della Radiofono con la SIRAC mediante la sottoscrizione di un capitale sociale di 1.400.000 lire (85% della Radiofono e 15% della SIRAC). Presidente della società viene nominato Enrico Marchesi, proveniente dalla FIAT, dove aveva ricoperto per parecchi anni l'incarico di direttore amministrativo. Vice presidente viene invece nominato Luigi Solari, persona molto vicina agli interessi di Guglielmo Marconi, che forte dell'invenzione della radio stava cercando di creare un modello che ricalcasse quello adottato in altri paesi.

Dalla sua prima stazione trasmittente di San Filippo in Roma, prodotta dalla Marconi, il 5 ottobre dello stesso anno l'URI inaugura le trasmissioni con un discorso pronunciato da Benito Mussolini al teatro Costanzi   Il 6 ottobre, alle ore 21:00, Ines Viviani Donarelli, dallo studio romano di palazzo Corradi, legge il primo regolare annuncio della neonata radio:

« URI (Unione Radiofonica Italiana). 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto "Opera 7", I e II tempo.»  

Il programma, della durata di un'ora e mezza, previde la trasmissione di musica operistica, da camera e da concerto, con un bollettino meteorologico e notizie di borsa. In effetti l'esordio della radio in Italia avvenne quasi in sordina.

Il 27 novembre 1924 il governo assegna alla società privata URI la concessione, in esclusiva, del servizio delle radioauzioni circolari per la durata di sei anni (prorogabili per altri quattro), assegnazione che viene sancita dal R.D. 14 ottobre 1924 n. 2191 Concessione dei servizi radioauditivi circolari alla Società Anonima Unione Radiofonica Italiana (U.R.I.) pubblicato in G.U. n. 11 del 15 gennaio 1925 pp. 164-167.

Con tale decreto in particolare viene sancito che l'URI è l'unica emittente radiofonica italiana autorizzata a diffondere notizie di interesse pubblico e il Governo è il solo a concedere il placet per la trasmissione di notizie di agenzie di stampa diverse dall'agenzia La Stefani.

Nel gennaio 1925 nasce Radiorario, rivista settimanale dell'URI che vuole propagandare il nuovo mezzo e conoscere i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare.

La stazione radiofonica di Roma sarà seguita nel 1925 da un'analoga installazione a Milano e nel 1926 a Napoli.


Il fenomeno delle radioaudizioni, inizialmente ostacolato da costi che sembravano proibitivi per un'Italia assai povera, prese il via solo a partire dagli anni trenta, agevolato anche dalle iniziative del regime che dotò ogni Casa del Fascio di un apparato ricevente denominato radio popolare e assunse in seguito il motto "Ogni paese deve avere la sua radio", sostenendo la diffusione di apparecchi economici come la Radio Rurale e la Radio Balilla.

                               


Nel 1927, per effetto del R.D.L. 17 novembre 1927 n. 2207, l'URI viene trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR).

                                       
 

Il banco di regia e i microfoni sono essenziali per ogni studio radiofonico, luogo dove vengono creati i programmi. I microfoni raccolgono voce e musica trasformando i segnali sonori in segnali elettrici. Queste operazioni si svolgono all’interno dello studio di registrazione, una sala isolata acusticamente dove stanno solo gli speaker e i musicisti. Banco di regia per studio radiofonico o televisivo, SIT Siemens, 1950 circa, Milano Il banco di regia si trova invece nello studio di regia, un locale adiacente a quello di registrazione e separato da un vetro. Qui i segnali provenienti dai diversi microfoni vengono elaborati con strumenti come il mixer o con apparecchiature per effetti sonori (riverbero, eco e applausi). Il segnale elaborato viene inviato via cavo all’impianto di trasmissione per la diffusione del programma.


                                                                   

Complesso  trasmittente  in  modulazione  d’ampiezza  (AM)  per  radiodiffusione, installato a Siziano (Pv) dall’EIAR nel 1932, RCA, 1932, USA.

Il grande trasmettitore di Siziano (Pavia) – interamente esposto oggi nell’area Radio della sezione espositiva Telecomunicazioni del Museo – fu installato nel 1932 dall’EIAR. Aveva una potenza di 150 kW ed è stato utilizzato fino al 1971. Il segnale proveniente dagli studi EIAR di via Gorradini a Milano giungeva a Siziano attraverso un cavo interrato. I segnali radiofonici così ottenuti venivano diffusi da un’enorme antenna composta da due tralicci alti circa 100 metri e potevano essere captati in tutto il nord Italia.

1924 - 90 anni fa la RADIO in Italia - 2014

Novanta anni fa, da Radio Roma, fu diffusa la prima trasmissione radiofonica: un concerto, per pochi intimi, di musica classica. L’auditorio era in via Maria Cristina, nel quartiere Parioli. In Italia, all’inizio degli anni Venti, un antesignano è stato l’Araldo telefonico, un piccolo servizio che, tramite il telefono, divulgava notizie economiche nelle principali città. La prima trasmissione radio nel mondo avviene in Cornovaglia il 23febbraio 1920, due ore al giorno per due settimane. A fornire impulso alla radiofonia civile era stata l’esperienza maturata nella Prima guerra mondiale, dove gli apparecchi radio erano stati utilizzati per le comunicazioni tra il fronte e le retrovie. L’idea della commercializzazione era stata compiutamente tracciata nel 1916 da David Sarnoff dell’American Marconi Company. I primi apparecchi radio erano rivolti a un pubblico agiato ed erano curati anche nell’estetica, venendo non di rado rivestiti di legno prezioso. Le componenti interne subivano però guasti frequenti. Le versioni economiche erano le radio a galena (dal nome del cristallo di piombo usato per la sintonizzazione) che potevano ascoltarsi solo con la cuffia. I radioamatori erano spesso in grado di costruire in proprio questo tipo di apparecchi, evadendo l’abbonamento. La ricezione del segnale era spesso approssimativa, disturbata e con cali di modulazione. Nel 1930 gli abbonati non raggiungevano il numero di 100.00. Il costo dell’apparecchio e dell’abbonamento erano alti: nella prima metà degli anni Trenta l’automobile Fiat balilla costava poco più del triplo di un buon apparecchio radio e l’abbonamento equivaleva alla mensilità dello stipendio di un impiegato.     Alla diffusione della radio si aggiungevano altre difficoltà: la parziale elettrificazione del Paese che aveva indotto anche alla costruzione di radio a batteria. Roma rimane per circa un anno l’unica stazione di trasmissione, nel 1925 seguirà Milano e Napoli nel 1926 anche se la città di riferimento per la radiofonia italiana diventerà Torino. La prima vera stazione nazionale a grande potenza è realizzata a Roma ed è attiva dal 1930. Dieci anni dopo la prima trasmissione, nel 1934, gli abbonati erano saliti a 350.000, in linea con la Polonia e l’Ungheria, quasi nulla di fronte ai 6 milioni di abbonati in Inghilterra e ai 5 della Germania. In Italia, soltanto fra il 1937 e il ’38 gli apparecchi radio raggiungeranno il milione. Il progetto industriale, legato alla radio, avanza molto lentamente. Le iniziali intuizioni sulle future prospettive della radio stentano a trovare capitali privati e pubblici che possano realizzarle. Dal 1933 la più diretta presa di controllo sulla diffusione del mezzo da parte del regime fascista (una radio in ogni villaggio), resta ostacolata da interessi contrapposti e non dipanati che permettono, solo in parte, l’abbassamento del prezzo per realizzare apparecchi radiofonici accessibili a un più vasto bacino di consumatori.

(Riassunto da "Il fatto quotidiano"